In ‘Riot,' anarchy is a game


Last year, as many Italians gathered together protesting the construction of a high speed rail line that would require a potentially destructive tunnel through the Alps, one of them had an idea. A combination of his own experience at the protests coupled with what was going on elsewhere in the world, particularly the unrest in places like Egypt, led Leonard Menchiari — previously an editor and cinematographer at Valve — to start working on a game that would capture that feeling. Development on Riot began six months ago, and earlier this month Menchiari launched a successful crowdfunding campaign to cover some of the development costs. This won't just be a game about anarchy, though. Instead, the team wants to teach players what it's like to be on both sides of the protest line. "It is Leonard's way to tell the motivation between the rioters and the police," says Mattia Traverso, who's working as a designer on the game. "It is a way to make the world understand how it is to be on both sides."

Lo scorso anno molti italiani si radunarono per protestare contro la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità che avrebbe richiesto la costruzione di un tunnel potenzialmente distruttivo attraverso le Alpi e uno di loro ebbe un'idea. La combinazione della propria esperienza di protesta accoppiato con quello che stava succedendo in altre parti del mondo, in particolare i disordini in luoghi come l'Egitto, portarono Leonard Menchiari - precedentemente editor e direttore della fotografia di Valve - ad iniziare a lavorare su un gioco che catturasse queste emozioni. Lo sviluppo di Riot è iniziato sei mesi fa e all'inizio di questo mese Menchiari ha lanciato con successo una campagna di crowdfunding per coprire una parte dei costi di sviluppo. Questo non sarà solo un gioco di anarchia, però. Invece, il team di sviluppo vuole insegnare ai giocatori cosa vuol dire essere su entrambi i lati della linea di protesta. "È il modo di Leonard per spiegare le motivazione dei rivoltosi e la polizia", dice Mattia Traverso, che sta lavorando come progettista sul gioco. "E 'un modo per far capire al mondo come deve essere da entrambe le parti."